Tour de France 2024 – Tappa preliminare 7 – Ciclismo Internazionale

Tour de France 2024 – Tappa preliminare 7 – Ciclismo Internazionale
Tour de France 2024 – Tappa preliminare 7 – Ciclismo Internazionale
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Di @amatiz12

Nuits-Saint-Georges Gevrey Chambertin (25,3 km)

Dovrebbe essere approvata una legge che obblighi i grandi giri a disputare una cronometro individuale nella prima settimana. Anche se secondo il gusto personale dovrebbe essere più lungo, questo sforzo in solitaria organizzerà ancora di più la classifica generale e questo è molto positivo.

Partenza tecnica, 1400 metri, diverse curve a 90 gradi e un percorso dove sarà difficile prendere velocità. Superato questo tratto si può cominciare a sviluppare la potenza in quanto non ci sono curve importanti o tacchetti nascosti, ideali per gli specialisti per accendere il gas e accogliere un reddito per i meno abili.

Al km 10,3 si trova il primo checkpoint, che è anche la base dell’unica salita della giornata, che è piuttosto una sorta di altopiano che, pur essendo irregolare e non presentando grandi pendenze, favorirà chi ha una buona presa in salita.

Sono 4.300 metri di salita ripida e in cima c’è il secondo ed ultimo intermedio, utile ad indicare l’impatto della salita sui tempi dei favoriti di tappa e della classifica generale. Inutile dire che il cambio della bicicletta non sarà preso in considerazione per nessuno,

Abbiamo altri 4 km di discesa, quasi a ferro di cavallo, curva dopo curva, in cui si guadagna più terreno per la bravura e il rischio assunto. A seguire 5 tratti pianeggianti, completamente rettilinei, ultimo tratto per gli specialisti per sfruttare al meglio i watt preferiti.

Finali 1600 metri con quattro curve strette, l’ultima delle quali a 200 metri dal traguardo.

Clima

Nuvoloso, senza caldo eccessivo.

Scenario

Anche se è vero che i chilometri ci impediranno di vedere differenze abissali, il contesto di questa cronometro va oltre un risultato, è l’occasione per sferrare un colpo psicologico, non tanto che quei 50″ diventino di più, quanto piuttosto che diventa chiaro chi è il capo, chi comanda. Più che consolidare la sua leadership, Pogacar cercherà di confermare il fatto che per la prima volta in due anni è più di Vingegaard e che ora, chi dovrà remare contro corrente, con le avversità addosso, è il danese.

L’unica idea nella testa di Jonas è continuare a limitare le perdite, perché il suo presente e quello del suo rivale lo indicano. In altre circostanze, senza quella maledetta caduta dei Paesi Baschi, forse la paura sarebbe più dall’altra parte e i fantasmi della storica cronometro del 2023 si aggirerebbero più forte. Non ha alternative, deve sopravvivere mentre le sue sensazioni aumentano.

L’altro che potrebbe essere ancora più alle corde è Roglic. Ha salvato il mobile a causa di eventi indipendenti dalla sua volontà, ma in questo esercizio vengono eliminati quei fattori che gli hanno impedito di sprofondare ulteriormente. Non perderà del tutto il Tour, però, essere inferiore agli altri tre penetrerà ancora di più nella sua mente e rafforzerà quei dubbi che lui stesso ha seminato. Guerra psicologica, ancora una volta.

Per Remco si tratta della possibilità di vincere la sua prima tappa di un Tour – la battaglia per la vittoria di giornata è esclusivamente tra lui e Pogi – ma anche di confermare la sua buona partenza e dare speranza ai suoi più fedeli credenti che possa davvero diventare un tornitore. competitivo. La cosa normale è che sia così e sicuramente porterà anche ad un paio di dibattiti in cui le teorie insoddisfatte verranno scartate, con tutti consapevoli che la vera prova è davanti a sé. A causa dei media, è positivo non solo che sia nella lotta, ma che ne sia il protagonista.

Preferiti

Tadej Pogacar – Può colpire il tavolo e grazie al suo stato di forma e alla sua storia è in grado di raggiungere un tempo extraterrestre.

Remco Evenepoel – Il grande rivale di tappa dello sloveno, oltre ad essere il contesto ideale per consolidare il secondo posto.

Primoz Roglic – Ricordiamo le sue belle gambe e le sue prestazioni al cronometro.

Jonas Vingegaard – Che la differenza con Pogacar è poca. In condizioni ideali, sarebbe più favorito degli Emirati Arabi Uniti.

Wout van Aert – Outsider, a meno che non abbia guadagnato più forma ultimamente.

Juan Ayuso – Esegui negli orari degli eventi WT e adorerai l’esercizio perché non sei costretto a tirare Pogacar.

Stefan Küng – Quando arriverà il giorno in cui vincerai una prestigiosa cronometro?

Stefan Bissegger – Realizzerà la promessa purché succeda qualcosa a tutti quelli menzionati sopra.

Predizione

Il secondo di Pogi.

Alessandro Matiz

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